domenica 20 novembre 2016

Non solo firme false, ma “rubate”. Si allarga l’inchiesta di Palermo. E Grillo tace

La prossima settimana entra nel vivo l’inchiesta palermitana sulle firme false a sostegno della lista del Movimento 5 Stelle per le comunali del 2012 che si sta allargando a macchia d’olio. E’ previsto lunedì o martedì, al termine degli ultimi adempimenti, l’inizio degli interrogatori per otto parlamentari e attivisti del Movimento, indagati con l’accusa di violazione del testo unico 570 del 1960. A condurre l’inchiesta il pool coordinato dal procuratore aggiunto Bernardo Petralia e dal pm Claudia Ferrari, che si avvalgono delle indagini svolte dalla Digos.

Ma una svolta arriva già oggi. Le ultime indicazioni parlano non solo di firme ricopiate. Nella lista del Movimento 5 stelle per le Comunali 2012 sarebbero state inserite anche firme rubate. Nominativi che sarebbero stati presi dagli elenchi di chi firmò ai banchetti per il referendum sulla privatizzazione dell’acqua. Il nuovo fronte ha dato il via da parte di molti esponenti del Pd ad un attacco contro il movimento e il suo leader  a cui era stato già chiesto di “autosospendersi”.

“Adesso pure le firme clonate, raccolte per un altro motivo e usate per le comunali di Palermo? La grillopoli firme false si ingigantisce ogni giorno di più nel solito silenzio omertoso di Grillo e dei vari Di Maio e Di Battista che non spiegano, tentano di negare quando non di insabbiare. E intanto scappano da Palermo nel loro giretto in treno. Leader da strapazzo” ha detto Emanuele Fiano, componente della segreteria Pd.

“Dopo le firme copiate spuntano quelle clonate, spostate pari pari dalle liste di chi aveva firmato per il referendum sull’acqua in Sicilia e finite sotto le candidature a cinque stelle”. Così, invece, il senatore del Partito democratico Stefano Esposito.“I vertici pentastellati, che sapevano e hanno taciuto – sottolinea l’esponente pd – invece di assumersi le loro responsabilità continuano a tergiversare e dal tour siciliano per la campagna del no fanno saltare la tappa di Palermo”.

Intanto il vertice 5 stelle, anche se al momento Bepe Grillo tace, conferma che scatterà la sospensione per gli indagati non appena questi avranno ricevuto comunicazioni ufficiali dalla procura e comunicato via mail al movimento la cosa. La situazione di grande caos che regna a Palermo non scoraggia il locale leader pentastellato Gianfranco Cancelleri, che non teme eventuali ripercussioni sulle Regionali.

La lista M5s ci sarà, sostiene: “impensabile non fare la lista”, anche se “poi decideranno gli attivisti”. Renzi, durante il tour referendario per il Sì, aveva ironizza sulla vicenda palermitana: “Fate conto di essere di quel partito lì, un partito che sta difendendo le firme false, i rimborsi del Senato se no gli salta l’ufficio comunicazione, un partito che grida al complotto. Fate conto di essere quel partito lì, volevate cambiare la storia e state cambiando la geografia”.

Per i Cinquestelle al momento replica solo Carla Ruocco, componente della commissione Finanze alla Camera: ”La differenza tra il M5s e i partiti è che noi sospendiamo e allontaniamo chi sbaglia mentre gli altri se li tengono e li coccolano”, dice a l’Intervista su Sky Tg24.

 



Fonte: http://www.unita.tv/focus/palermo-non-solo-firme-false-ma-rubate-si-allarga-linchiesta/

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