La politica costa.
Il problema dell’Italia è che il principio, sacrosanto e democratico, della retribuzione degli incarichi pubblici è stata abusato dalla casta dei politici schierati per il No, portando il Paese ad avere istituzioni tra le più affollate e costose al mondo. Quindi vale la pena dire Sì alla riforma costituzionale, che taglia il numero senatori, ne azzera le indennità (95 membri su 100 del nuovo Senato saranno sindaci e consiglieri regionali, e solo per tali incarichi riceveranno retribuzioni), e ne differenzia radicalmente la funzione rispetto ai deputati.
Secondo le previsioni della Ragioneria dello Stato, l’abolizione delle indennità dei senatori comporterà un risparmio di circa cinquanta milioni l’anno, destinati ad aumentare nel momento in cui la riforma sarà a regime. Senza dimenticare che – come avviene con la prevista abolizione dei rimborsi ai gruppi consiliari regionali – la riforma, riducendo le spese, aumenta anche la trasparenza delle nostre istituzioni, limitando le occasioni di gestione opaca dei fondi pubblici, dalle quali nessun partito, neanche tra i cosiddetti “nuovi”, sembra uscire indenne.
Meno soldi e spesi meglio, verrebbe da dire. Ed è sorprendente che ci sia – in tempi di crisi – chi si senta di difendere l’attuale assetto, che prevede che 315 senatori vengano pagati per rifare in fotocopia quel che fanno 630 deputati: 1,6 membri del Parlamento ogni 100mila abitanti, un record. Negli altri paesi europei – dove, ricordiamo, i corrispettivi dei nostri deputati e senatori hanno compiti differenziati tra loro, come è giusto che sia – i numeri sono diversi: in Germania ci sono 0,9 parlamentari ogni 100mila abitanti, in Spagna 1,3, in Francia e in Polonia 1,4.
D’altronde, se la riforma fosse già approvata, chi riuscirebbe a convincere gli italiani a tornare indietro ed avere il Parlamento più numeroso ed inefficiente d’Europa?
Che la casta del No sia contro la riforma lo si può capire bene, ma a noi cittadini tocca non perdere quest’opportunità: di qui al 4 dicembre è necessario far conoscere a quante più persone incontriamo quotidianamente tutto quel che di positivo c’è in questa riforma. Perché per avere istituzioni meno costose, più trasparenti e credibili, Basta un Sì.
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Fonte: http://www.bastaunsi.it/si-meno-soldi-meno-tentazioni-politici/
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