martedì 22 novembre 2016

Il testo unico della vite e del vino dopo il voto al Senato torna alla Camera

Il Senato ha approvato il Testo unico del vino con lievi modifiche. Quindi il testo dovrà tornare alla Camera dove sarà approvato in tempi brevissimi.

Il provvedimento, atteso da anni dagli imprenditori del settore, ha l’obiettivo di raccogliere in un solo documento, e in alcuni casi modificare – le numerose norme riguardanti la materia (coltivazione della vite, produzione, imbottigliamento e commercializzazione dei vini), diminuendo la burocrazia e semplificando notevolmente l’attività degli operatori, costretti, adesso, a rispettare un numero insostenibile di obblighi. Il Testo, frutto del dialogo tra il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, la Commissione Parlamentare e le organizzazioni di categoria del comparto, è costituito di 90 articoli, suddivisi in otto grandi capitoli: le “definizioni” del settore; la produzione viticola; la produzione dei mosti e dei vini; la produzione dei vini a denominazione di origine controllata; la produzione degli aceti; l’etichettatura e la commercializzazione; i controlli e le sanzioni. Tra le novità più importanti per snellire gli adempimenti c’è l’istituzione, al dicastero delle Politiche Agricole,  di una innovativa rete informatica di gestione dello Schedario vitivinicolo. Inoltre, il nuovo impianto normativo garantisce la qualità e l’identità del vino italiano, riconoscendo anche il valore culturale, paesaggistico e ambientale dei territori nei quali viene prodotto. Un testo che tiene in considerazione tanto le grandi quanto le piccole cantine, per ridurre carte inutili, ma, al contempo, assicurare quei controlli indispensabili per garantire il mantenimento della nostra qualità.

A seguire con molto impegno l’iter parlamentare delle nuove norme è stato, e lo sarà ancora nel passaggio al Senato, il viceministro cuneese delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Andrea Olivero. “La necessità di semplificazione burocratica e amministrativa – sottolinea Olivero – è uno dei motivi per i quali è nato questo Governo e, di conseguenza, tutte le disposizioni di legge che vanno in questa direzione sono positive. Il Testo Unico può dare ulteriore slancio a un comparto che, con i suoi numeri consistenti, già traina il Made in Italy agroalimentare. Oggi non si vende un vino, ma l’emozione di un prodotto legato a ciò che evoca: quindi la grandezza di un territorio”. 

Il vitivinicolo è uno dei comparti fondamentali del sistema economico in provincia di Cuneo. In particolare, per quanto riguarda l’export, il miliardo del fatturato piemontese è in gran parte riconducibile alle Langhe e al Roero.

Cosa significa il Testo Unico per le aziende della “Granda”? “Si tratta di una vera rivoluzione copernicana, che pone il nostro Paese all’avanguardia anche rispetto ai nostri principali competitor. Il provvedimento apre la strada ad una concreta riduzione degli adempimenti burocratici e, aspetto non trascurabile, mette in un unico Testo tutte le norme del settore.  Questo è essenziale per un territorio come il nostro, fatto di tantissime piccole imprese agricole e cantine. Questo Testo Unico è anche figlio delle nostre colline: ringrazio i tanti imprenditori, singoli e associati, che in questi mesi mi hanno aiutato a capire le esigenze e le possibilità concrete per rispondere alle esigenze loro e di tutto il settore. Gente seria, che ha sempre chiesto meno burocrazia, ma controlli seri e puntuali”.

Ecco il video dell’annuncio (realizzato al tempo del primo passaggio alla Camera):

L'articolo Il testo unico della vite e del vino dopo il voto al Senato torna alla Camera sembra essere il primo su Andrea Olivero.



Fonte: http://www.andreaolivero.it/il-si-della-camera-al-testo-unico-della-vite-e-del-vino/

lunedì 21 novembre 2016

Cannabis, il Pd contro la legalizzazione? Ecco come stanno davvero le cose

“Dopo mesi di intergruppo parlamentare sulla legalizzazione, decine di sedute di audizione, discussioni e dibattiti, mentre la legge sulla legalizzazione aspetta in commissione (Affari sociali), oggi leggerete titoli imbarazzanti per cui sembra che si sia votato contro la legge sulla legalizzazione della cannabis. Non è successo questo”. Così scrive la deputata Pd Giuditta Pini sulla sua pagina Facebook.

Ma che cosa è successo davvero in Commissione Bilancio, che discuteva degli emendamenti alla manovra? Il Pd ha davvero votato contro la legalizzazione delle droghe leggere? Sì. Ma c’è un perché, che nessuno si è sforzato di spiegare. Ecco come è andata, molto semplicemente.

15073333_1512876958729474_3902662968918526179_nDaniele Farina, deputato di Sel, ha proposto un emendamento alla legge di stabilità di sole poche righe in cui proponeva la legalizzazione della cannabis per mettere gli eventuali introiti nella ricostruzione post sisma nelle regioni del centro Italia.

Un proposta fattibile? Assolutamente no. L’emendamento infatti non aveva garanzie sulle coperture (5 miliardi di euro) e non aveva nessuna possibilità di essere approvata perché la materia è troppo complessa e soprattutto fuori contesto rispetto alla legge di stabilità.

Allora perché è stata proposta? Per la deputata democratica non ci sono dubbi: “E’ un metodo classico quello di proporre emendamenti impraticabili. Anche la Lega aveva proposto di abolire la tassa sulla birra, altri per tassare AirBnB, ognuno il suo. Ma la realtà è che era stato presentato con l’intento legittimo, ma deprimente, di fare polemica”.

farinaAd avallare questa teoria il post pubblicato dallo stesso Farina qualche ora prima su Facebook che chiosa scrivendo, con intento provocatorio: “Credo sia una discussione interessante”.

Niente di nuovo quindi, e niente di serio. Se non fosse che i giornali hanno cavalcato la notizia, per creare un po’ di confusione e gettare discredito sul Pd. E perché no, alimentare un clima politico già teso in vista del referendum del 4 dicembre prossimo.

La realtà è che il Pd sta lavorando da mesi per far approvare una legge sulla legalizzazione della cannabis, un proposta che ha bisogno di essere discussa senza provocazioni. La Pini, che è una delle firmatarie della legge, non nasconde la sua amarezza: “Mi era parso di capire che stavamo facendo un lavoro serio e insieme. Evidentemente avevo sbagliato”.



Fonte: http://www.unita.tv/focus/cannabis-il-pd-contro-la-legalizzazione-ecco-come-stanno-davvero-le-cose/

Firme false a Palermo: clonata la firma del genero di Borsellino

Ci sarebbe anche la firma di Fabio Trizzino, ingegnere, marito di Lucia Borsellino, figlia del giudice ucciso dalla mafia, tra le firme falsificate per la presentazione della lista del M5S per le comunali a Palermo del 2012. Trizzino, chiamato dalla polizia mentre era a Roma per riconoscere la sua sottoscrizione, ha dichiarato di non aver firmato a sostegno di liste per le elezioni, ma ha ricordato di avere apposto una sottoscrizione a sostegno del referendum abrogativo della legge di privatizzazione dell’acqua.

Sarebbe dunque un nuovo caso – anche un legale e un commercialista hanno raccontato la stessa cosa – che complica la vicenda delle firme false. Inizialmente l’inchiesta, infatti, aveva ipotizzato che per sanare un errore erano state copiate centinaia di firme realmente apposte a sostegno della lista, ma secondo il racconto di alcuni testimoni ci sarebbero anche l’uso fraudolento di sottoscrizioni rilasciate in occasioni che nulla avevano a che fare con le elezioni.

“Ricordo che mi fermo’ Nuti (parlamentare nazionale che sarebbe tra gli indagati ndr) – racconta Trizzino – per chiedermi la firma. Escludo fosse per le elezioni, non l’avrei messa, ma si trattava di una causa in cui credevo, come quella dell’acqua”.

“Se si arriverà a un processo – aggiunge il genero di Paolo Borsellino – mi costituirò parte civile perchè l’usurpazione di una firma è una cosa gravissima”. L’indagine, che può contare su tre testimoni chiave e su centinaia di disconoscimenti, e’ a una svolta e in settimana dovrebbero cominciare gli interrogatori degli indagati che sarebbero una decina. Tra loro anche un cancelliere del tribunale e alcuni deputati nazionali dei Cinque Stelle.



Fonte: http://www.unita.tv/focus/firme-false-a-palermo-clonata-la-firma-anche-del-genero-di-borsellino/