sabato 19 novembre 2016

“Volete voi un Senato composto da 315 membri che abbia le stesse funzioni della Camera?”

Quando ci si trova davanti ad una domanda secca, la risposta dovrebbe essere altrettanto diretta. Spesso gli amici del no tergiversano, propongono alternative fantasiose e sviano le domande. Visto che l’alternativa è tra questo sistema e quello nuovo, e non tra questo sistema, quello nuovo e quello potenziale, proviamo ad invertire l’oggetto.

Pensiamo che la riforma sia già in vigore. Che il numero dei parlamentari sia ridotto, che il CNEL  e le Province siano abolite, che ci sia stata una razionalizzazione delle competenze Stato-Regione. Poniamo che la classe politica ci proponga di rivedere questo sistema, ed il quesito reciti “vuoi tu un Senato composto da 315 membri pagati – anziché 100 non stipendiati? Vuoi tu istituire il CNEL? Vuoi tu inserire un organo – la Provincia – che si inserisca nei già complicati rapporti Stato-Regione? Vuoi tu dare la possibilità alle Regione di gestire in quasi totale autonomia materie come sanità, turismo, sicurezza?”

Mettiamo che la battaglia referendaria, ad oggetto invertito, sia sostenuta dalle stesse fazioni di ora. Ce li vedete i sostenitori del sistema attuale tentare di convincere i cittadini che avere 315 senatori, lautamente pagati, al posto di 100 senza indennità sia un vantaggio? Pensiamo al paradosso: convincere gli italiani che si renda necessario eliminare il principio di trasparenza nella pubblica amministrazione.

“Caro cittadino” potremmo sentir dire “il sistema attuale ha assoluto bisogno di 500 milioni in più, perché non darglieli?”. Immaginate gli autobus brandizzati “Anche tu sei stanco di un Parlamento che fa leggi in tempi accettabili? Aiutaci ad introdurre il bicameralismo paritario!”. Poi ci si dovremmo chiedere come – in questa situazione un po’ paradossale – si schiererebbero gli instancabili difensori dello status quo.

A favore dell’introduzione del bicameralismo paritario, del CNEL, delle Province, di 500 milioni di spesa in più? Il ragionamento di fondo è abbastanza semplice: i sostenitori del No, oltre alla strenua difesa del sistema attuale in quanto attuale – non in quanto funzionale – non hanno argomenti.

Vuoi 315 senatori al posto di 100? Vuoi un sistema si competenze complesso e poco comprensibile? Vuoi il bicameralismo paritario? In quel caso, basterebbe un No.

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Fonte: http://www.bastaunsi.it/senato-315-membri/

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