Vi proponiamo un’interessante intervista che abbiamo fatto al Presidente della Provincia di Brindisi e sindaco di Francavilla Fontana, Maurizio Bruno, dove ci spiega, proprio in qualità di rappresentante della Provincia, la bontà della riforma costituzionale e dell’abolizione delle Province stesse.
Perché un presidente di Provincia è così determinato ad abolire la sua carica?
Per onestà intellettuale innanzitutto. Per etica, ma soprattutto per profondo rispetto verso questo paese e la nostra gente. Io, da un punto di vista puramente personale, ho solo da perderci. Perdo una carica prestigiosa, una fascia che mi riempie il cuore di orgoglio e mi da la possibilità di ricoprire un ruolo che, per quanto svuotato dopo la riforma Delrio, conserva tuttavia un minimo di autorità e autorevolezza. Ma non posso, per interesse personale, mentire ai miei cittadini e dire loro che le Province, soprattutto per le condizioni in cui versano oggi, senza soldi ma con ancora troppe mansioni da svolgere, debbano sopravvivere. Dobbiamo uscire da questo limbo istituzionale e procedere fino in fondo col percorso imboccato. E questa riforma è lo strumento necessario per completare il cammino.
Sindaco Maurizio Bruno, perché lei voterà Sì al Referendum costituzionale del 4 dicembre?
In tanti, in questi mesi, mi hanno chiesto e mi chiedono cosa voterò al Referendum. Soprattutto miei concittadini che bombardati quotidianamente da ogni tipo di nozione hanno ancora dubbi sulla loro scelta. E io rispondo loro come mio solito con molta franchezza: e cioè che per molto tempo me lo sono chiesto anch’io. Il peggior errore che noi rappresentanti istituzionali possiamo commettere in questa fondamentale campagna referendaria è far passare il messaggio che sosteniamo il Sì per partito preso, per mera disciplina e cieca obbedienza al capo. Chi mi conosce sa anche quanto io sia geloso della mia libertà e della mia indipendenza. Io la mia Costituzione del ’48 la amo follemente. Ma proprio per amore dei principi fondamentali che sono sanciti in quella Carta, ritengo che sia doveroso intervenire in alcuni suoi aspetti affinché quei valori acquisiscano nuova forza e slancio dopo più di mezzo secolo di storia.
Eppure spesso questo concetto non passa.
Purtroppo questo è il frutto della strumentalizzazione politica che chi è attaccato alle poltrone sta facendo per scardinare la rivoluzione della riforma costituzionale. Io le motivazioni del No, quelle sostenute da chi sinceramente e senza interessi politici o di carriera le caldeggia, le ascolto e le rispetto. Ma non le condivido.
Dico Sì alla riduzione del numero dei parlamentari.
Sì al dimezzamento degli scandalosi stipendi dei consiglieri regionali.
Sì alla nascita di un Senato che rappresenti le esigenze delle Regioni e degli Enti locali.
Sì all’abolizione di quel carrozzone della politica che è il CNEL
Sì alla riduzione dei tempi per l’approvazione delle leggi
Sì alla divisione finalmente chiara e netta fra ciò che è competenza delle Regioni e ciò che è competenza dello Stato.
Sì a referendum abrogativi per i quali conta finalmente si abbassa il quorum.
Sì a un sistema che promuova le Regioni virtuose e non incentivi più lo scandaloso spreco di questo anni.
Sì alla possibilità, finalmente, di lanciare referendum propositivi.
Sì alla definitiva abolizione delle Provincie. E lo dico da presidente della mia Provincia, quella di Brindisi.
Da sindaco, da amministratore locale, quali vantaggi vede lei nella Riforma?
Chiarezza e forza. Chiarezza perché finalmente con questa riforma si vanno a separare una volta per tutte quelle competenze che ancora oggi, e questo è uno scandalo tutto italiano, non si capisce se facciano pienamente capo alle Regioni oppure allo Stato centrale. E questo per noi amministratori locali è un punto centrale, perché sapere chi è il nostro interlocutore su determinati argomenti per risolvere i problemi dei nostri territori non è semplicemente fondamentale, ma è vitale.
Ha parlato anche di forza…
La forza agli enti locali è data dalla composizione di quello che sarà il Senato dopo la vittoria del Sì. Finalmente avremo il nostro luogo della rappresentanza, per la prima volta Comuni e Regioni potranno intervenire senza intermediazioni o filtri nella produzione delle leggi con i loro sindaci e i loro consiglieri. Potremo inoltre partecipare e incidere sulle politiche dell’Unione europea. E non riesco proprio a capire come si faccia a dire no a una simile storica opportunità.
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Fonte: http://www.bastaunsi.it/abolite-la-mia-poltrona-inutile-da-presidente-della-provincia/
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