Che ci siano sempre più ragioni per dire un convinto Sì a questa riforma, anziché perdere anche quest’occasione di cambiamento, ormai è chiaro. Le ragioni del Sì le trovate qui e incontrando i tantissimi volontari in giro per tutta Italia in questi giorni. Ma che ci siano anche tanti motivi (non di merito e non così confessabili) per cui la casta dei politici del No vede la riforma come la fine di ogni possibilità di inciucio è ormai altrettanto chiaro. A cosa puntano, infatti, i D’Alema, i Brunetta, i De Mita, i Gasparri, i Fassina e compagnia bella? Puntano a rientrare in gioco per dare vita ad un governicchio del No.
La loro scommessa è la seguente:
Fase 1: siccome la riforma non è passata e ci teniamo il meccanismo masochistico del “bicameralismo paritario”, accompagnato da una legge elettorale proporzionale, alle elezioni, nessuno dei tre poli (Pd, Centrodestra e Cinquestelle) prende abbastanza voti da avere la maggioranza dei seggi sia alla Camera che al Senato, nonostante l’ennesima campagna elettorale dai toni apocalittici. La casta del No ha raggiunto l’obiettivo.
Fase 2: i programmi e gli impegni elettorali sono quindi già carta straccia e si apre l’ennesima crisi istituzionale della nostra storia repubblicana, con consultazioni infinite al Quirinale e trattative a oltranza tra le segreterie di partito e le diverse correnti dentro i partiti, per dare vita ad un nuovo governicchio (tecnico, politico, balneare, di responsabilità, a seconda delle definizioni pigre di politici e opinionisti) con i partiti che ci stanno. Il tutto è condito da solenni promesse, da parte della casta del No, di fare una nuova riforma costituzionale per risolvere il meccanismo masochistico bicameralismo paritario.
Fase 3: nuovo governicchio al lavoro che ha, come al solito, come unico modo di sopravvivere quello di essere debole con i forti (Europa) e forte con i deboli (le nostre tasche), sostenendosi alla canna del gas del debito pubblico (cioè sempre le nostre tasche). Nel frattempo la casta del No si spacca – ma va??? – su come superare il meccanismo masochistico del bicameralismo paritario e quindi la nuova riforma costituzionale si arena in Parlamento, dove si trova sempre chi è così illuminato da ritenere che si possa far di meglio e di più, e che i problemi sono altri.
Fase 4: i partiti che hanno sostenuto il governicchio sono in caduta di consensi e si sfilano via uno dopo l’altro, la casta del No deve cercare nuovi equilibri e li trova anzitutto archiviando ogni ipotesi di riforma costituzionale (che a quel punto sarà, come dicono lor signori “divisiva”) per riportare le istituzioni e gli italiani indietro daccapo alla fase 1 o 2, e così via.
Nella gran parte delle ultime elezioni “il film” è stato esattamente questo, per non parlare della prima Repubblica, dove a un certo punto il governicchio divenne la regola ed i buoni governi l’eccezione. Insomma, la casta sostiene il No con la menzogna che tutto resterebbe com’è, mentre in realtà con la vittoria del No tutto andrebbe peggio, avvitando il Paese in una spirale di sfiducia ed instabilità.
Per voltare pagina e lasciarci questo brutto film alle spalle, la risposta è semplice, Basta un Sì.
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Fonte: http://www.bastaunsi.it/referendum-fantacronaca-del-governicchio/
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