Recentemente Gianni Cuperlo, dopo aver riflettuto a lungo sulla riforma costituzionale, ha deciso che voterà SI. Questa riforma, infatti, è una scelta giusta per l’Italia, e non va bloccata.
L’ex candidato alla segreteria del PD e già presidente del partito, afferma di aver sciolto le sue riserve dopo aver trovato delle “ragioni di unità” all’interno della riforma che lo hanno spinto ad un cambio di passo; auspicando che anche altri possano trovarle, si dichiara convito della sua scelta.
“C’è da meditare su quale sarà l’Italia che ci ritroveremo il giorno dopo il voto e, secondo me, non bloccare questo progetto di riforma è la scelta più giusta“. È questa l’analisi che il deputato PD offre spiegando la sua decisione di votare sì.
La decisione è stata fondamentalmente maturata a margine della commissione interna al PD, di cui Cuperlo faceva parte, che ha portato alla redazione di un documento-accordo per la modifica della legge elettorale. Superati i dubbi relativi alla legge elettorale (quell’ipotetico “combinato disposto” di cui abbiamo già smontato il senso), come lui molti si sono infine convinti della bontà dell’approvazione della riforma.
Gianni Cuperlo aveva sempre spinto su questo concetto, sostenendo che la bozza firmata è un documento che contiene: “le linee di una legge elettorale che può trovare in questo Parlamento una larghissima maggioranza, tra il 70% e 80% per cento”.
Tuttavia esistono alcuni punti di criticità, ma anche di auspicio, che l’ex presidente PD pone alla questione referendaria. Il suo auspicio è che, dopo il referendum, il PD e la sinistra possano essere più uniti e più forti per le sfide che si prospettano in futuro per l’Italia e per il mondo.
A noi la scelta di Gianni Cuperlo – membro della cosiddetta “minoranza PD” – appare particolarmente significativa, perché è la posizione di un politico che ha messo da parte le considerazioni personali e ha riflettuto sul merito e sul futuro del paese, del suo bene e del suo ruolo nel mondo.
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Fonte: http://www.bastaunsi.it/gianni-cuperlo/
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