Un bello e lungo colloquio con Aldo Cazzullo pubblicato oggi dal Corriere della Sera è l’occasione per il regista premio Oscar Paolo Sorrentino per parlare di tante cose che riguardano la sua vita (personale e professionale), i suoi sogni, i suoi progetti e la società che lo circonda. Sorrentino parla della sua adolescenza, della tragica morte dei suoi genitori, degli inizi della sua carriera. Parla dei suoi modelli, da Fellini a Pasolini, delle città della sua vita, da Napoli a Roma, dei suoi film, della nuova serie The Young Pope, degli attori con cui ha lavorato e di ciò che ha in serbo per il futuro.
Non manca, nel colloquio con Cazzullo, anche un riferimento all’ultimo “viaggio” transoceanico, quello insieme al premier Matteo Renzi e ad altre sette “eccellenze” italiane per partecipare all’ultimo state dinner della presidenza di Barack Obama. E se il regista non mostra particolare entusiasmo per l’evento a cui ha preso parte (“Una cosa divertente che non farò mai più”), sono molto interessanti alcuni giudizi politici sulla attualità italiana.
“Di Renzi apprezzo la sua smodata determinazione a cambiare l’atteggiamento rinunciatario di molti italiani. Disfattisti sino all’autoflagellazione. Rassegnati a dire no a tutto: no all’alta velocità, no alle Olimpiadi. Ma l’alta velocità è bellissima, in un’ora vai da Roma a Napoli. E mi fa uscire pazzo che una donna più giovane di me come Virginia Raggi sia contro i Giochi olimpici. Come fa una trentenne a non guardare al futuro?“.
E sui Cinque Stelle non risparmia un giudizio abbastanza duro: “Non mi convincono per niente, anzi, mi preoccupano. Dare addosso a un altro è molto più facile che costruire qualcosa: mi pare un’ingenuità non da poco che se ne accorgano solo adesso». E infine, immancabile, il riferimento al referendum. Cosa voterà? “Non lo so ancora. Mo’ comincio a studiare”.
Fonte: http://www.unita.tv/focus/renzi-la-raggi-e-il-m5s-secondo-paolo-sorrentino-e-al-referendum/
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