Arriva sul palco in maniche di camicia, sulle note de «O Sole mio» e canta. Canta lui e canta la piazza, che urla «Matteo, Matteo». Festa di piazza, schema nuovo rispetto al marchio renziano, musica popolare, Bella Ciao, l’orchestra di piazza Vittorio, le bandiere del Pd, un po’ Leopolda, un po’ ditta, la taranta, la Nuova Compagnia di canto popolare. Tenere insieme, dare la carica.
Matteo Renzi segretario e premier saluta, parla a braccio e molla gli appunti, solo uno sguardo ogni tanto, si accende, accende i dem ma spara parole di fuoco contro l’opposizione, la minoranza del suo partito, il premier ungherese Viktor Orban e l’Europa della burocrazia.
Fonte: http://www.unita.tv/focus/lalternativa-fra-futuro-e-passato/
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